Il nuovo giornalino

Dio1E’ in arrivo il nuovo numero della rivista di Romena, quello che da sempre chiamiamo affettuosamente “il giornalino”. E’ un numero speciale. Lo abbiamo dedicato interamente ai  incontri “Perchè avete paura?” e “Una fede nuda” che abbiamo organizzato quest’anno. Sono stati due percorsi bellissimi, e ci piaceva poterli raccontare a chi non c’era o farli rivivere a chi era stato presente. Il ‘giornalino’ quindi contiene, tra l’altro, i passaggi più significativi degli interventi di ospiti come Roberto Mancini, Antonietta Potente, Ermes Ronchi, Marina Marcolini, Maurizio Maggiani, e il testo dell’intervento che ci ha trasmesso via telefono Luigi Ciotti. Ma l’obiettivo di fondo è quello di cercare di trasmettere un clima, un’atmosfera, che, in quei giorni  tutti insieme, abbiamo condiviso non tanto o  non solo per il valore di un’intervento quanto, credo, per aver messo al centro di tutto, in quel fine settimana, la relazione, una relazione feconda fra tutti noi.

Mi piace anticiparvi una pagina di quello che potrete leggere. E’ una sintesi dell’intervento di don Gianni Marmorini all’inizio del cammino di “Una fede nuda”. Un cammino che quella sera, prevedeva la testimonianza di un uomo che aveva conosciuto il più terribile dei luoghi progettati dall’uomo. Dov’era Dio? Perchè non lo ha impedito? Erano queste le grandi domande che avrebbe sollevato  inevitabilmente la sconvolgente testimonianza di Silvano Lippi, 92 anni, ex deportato nei lager nazisti…

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Il testamento di un poeta

agostiE’ un regista, uno scrittore, un poeta, è soprattutto un uomo libero. Si chiama Silvano Agosti e in questo periodo ascolto spesso le sue parole inconsuete. Agosti, in particolare, ricorda alle nostre menti ormai bloccate dai meccanismi e dalle regole della società una verità elementare: “Dovremmo ritrovare la consapevolezza che ciascuno  essere umano è un capolavoro assoluto”. Ma la società che abbiamo costruito impedisce alle persone di esprimersi: i ruoli, i ruoli sociali che ci siamo creati sono, per Agosti, la nostra galera:  “Sei andato a scuola e ti hanno detto “siedi al tuo posto”, e già lì hai smesso di credere che il tuo posto è dappertutto”.
“Sarebbe importante – aggiunge – sostituire l’ossessione che ciascuno ha “a diventare qualcosa o qualcun altro”, con la consapevolezza che ogni essere umano nasce avendo dentro di sé tutto ciò che gli serve”. In un suo libro, si è anche inventato un Paese, la Kirghisia, dove l’uomo ritrova ciò che di più importante ha perduto: se stesso.
Insomma, anche da queste poche note avete capito che si tratta di un personaggio speciale. Stamani ho trovato un suo intervento pubblico in cui legge il suo personale testamento. Sono pochi, intensissimi versi…

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Pietro e l’amicizia

pietroMi ha colpito molto il modo in cui nel mio paese, a Pratovecchio, è stato salutato Pietro. Pietro era un uomo ‘speciale’, portava addosso il peso di un incidente subito da giovane, durante il servizio militare: un trauma cranico che aveva modificato il corso della sua vita. Viveva nel paese, dormiva alla casa di riposo e tutti lo conoscevano: facile identificarlo, facile sentirlo parlare da solo ad alta voce o cantare in piazza. Il nostro don Luigi lo citò durante l’omelia di una notte di Natale, anni fa: quella sera, nel silenzio del paese coperto di neve, lo aveva sentito intonare “Tu scendi dalle stelle”.
L’altra sera, improvvisa, la sua morte, in un incidente stradale. Subito dopo si è aperto un fiume in piena di dolore, di ricordi, di amicizia. E poi il saluto di tutti, commosso, nella nostra pieve. L’abbraccio di un’intero paese, di tutta la comunità.
In altre situazioni, in un contesto di città, Pietro sarebbe stato, probabilmente, un emarginato. Nel paese aveva tanti amici, tantissime persone che hanno pianto per lui e lo hanno ricordato.
Amicizia. Ecco in questi giorni pensando a quanto accaduto, ho sentito tutta la bellezza di questa parola. Poco tempo fa a Romena Marina Marcolini, scrittrice e studiosa ispirata della Parola di Dio  ha pronunciato parole bellissime a proposito dell’amicizia, a commento del Vangelo di quella domenica, l’episodio dell’amministratore infedele (Luca 16 (1,3). Ho voluto trascriverle e condividerle, per dedicarle a Pietro, ai suoi tanti amici e a ciascuno di noi…

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