Gli auguri di don Ciotti

Ciotti_10L’incontro è finito. La gente che affolla la pieve di Romena è tutta in piedi ad applaudire don Luigi Ciotti. Ma lui sente che manca ancora qualcosa. Mi chiede di nuovo il microfono: “Scusatemi – dice – ma vorrei dirvi un’altra cosa. Vorrei augurarvi il coraggio di essere eretici…”
E’ un augurio inusuale, vivo, aperto. Un augurio che parte quel giorno, durante il nostro incontro “Rischiamo il coraggio”.
Un augurio da rilanciare proprio oggi, alla vigilia di un nuovo anno, in un giorno dedicato alle promesse, alle speranze, alla voglia di cambiarsi e di cambiare…

Vi auguro di essere eretici.
Eresia viene dal greco e vuol dire scelta. Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia. Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie. Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.
Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
                                      
                                                                  Luigi Ciotti

La musica dei viandanti

DSC_8573La pieve respira nella notte, tantissima gente in attesa, sento il cuore che batte all’impazzata e mi dico che sta per iniziare il viaggio. Poi comincio a suonare e sento l’emozione prendermi per mano e la gioia esplodermi dentro”. (Luca Mauceri)

Luca Mauceri aveva sognato a lungo quel concerto. Lo aveva sognato sostando nella pieve durante momenti di preghiera, lo aveva sognato durante i suoi viaggi, immaginando l’incontro di quel luogo con la sua musica. Quel sogno, così intenso nell’attesa, ha avuto in dono la grazia di restare tale nel suo realizzarsi.
Non saprei descrivere a parole quella serata di fine settembre, so però come mi ha fatto sentire quella musica. Luca non l’aveva scritta per Romena, ma a Romena è entrata come se vi abitasse da sempre, come se il suono di quel pianoforte e degli archi corrispondessero al respiro delle pietre, come se ne sapessero interpretare l’anima.
Credo che, se avesse potuto, anche la pieve avrebbe risposto alzandosi in piedi e battendo le mani. La musica, quella musica, era per lei, un gesto d’amore per lei.

luca mauceriNon era una serata da raccontare. Era una serata da moltiplicare. Mentre ne parlo, la assaporo di nuovo nel Cd che Luca ha realizzato come un dono di Natale per sé e per noi. Lo ha chiamato, inevitabilmente, Romena. Il cd si può trovare nella libreria della fraternità o in questo sito. Contiene la musica e le parole di quella sera. Tra i quindici brani c’è anche un delicato grazie alle atmosfere della pieve, quelle atmosfere che Luca ha respirato tante volte, mescolato tra la gente. E’ una versione strumentale della canzone “Benedici” di Luigi e Antonio Salis. E’ un segno anche questo di come Luca, quella sera, non voleva semplicemente far transitare dalla pieve la sua musica. Voleva che la sua musica si fermasse, che stesse lì, che respirasse con ciascuno di noi. Per poi ripartire. Viandante del cuore, come tutti noi.

La poesia dei clown

gunter1Venti anni fa, un giovane svizzero che da poco si era trasferito in Casentino bussò alla porta della canonica di Romena. Era la sera di san Silvestro e Gunter era semplicemente spinto dalla curiosità di sapere cosa succedesse in quel luogo. Lo invitammo a cena e a fine serata Gunter ricambiò l’ospitalità con un piccolo spettacolo. “Sai – ci disse – il mio sogno è di fare l’artista di strada”.
Nel pomeriggio di domani, 8 dicembre, Gunter Rieber si esibirà insieme ad alcuni amici artisti dell’associazione di solidarietà “Pagliacci senza frontiere” proprio nella pieve dove transitò agli albori del suo sogno. Da tempo vive di arte, di sorrisi e di stupore, girando l’Italia con il suo talento artigianale, costruito passo passo, con il suo vastissimo repertorio di giocoleria, equilibrismo, pantomima, ma, soprattutto con il suo sguardo poetico da clown.

GUNTER2In questi giorni, forse non a caso, un’amica mi ha invitato a rivedere la meravigliosa preghiera dei clown di Totò. Mi è subito venuto in mente Gunter, la sua leggerezza, la sua gioia semplice di inventare modi con cui toccare il cuore dei bambini e il cuore bambino dei grandi. A lui, e a tutti coloro che, come lui, indirizzano la propria vita all’arte di far sorridere, dedico questi due minuti di grande cinema e di poesia.