Ciao Niki, non dimenticheremo il tuo dono di allegria

nikiAnche noi volevamo bene a quel sorriso. Anche noi eravamo affezionati a quel viso da bravo ragazzo che trasudava allegria da tutti i pori. Anche noi, oggi, piangiamo la morte di  un amico. Niki Giustini.
Non ci vedevamo da molto tempo, ma la presenza di Niki era legata a anni e ricordi troppo belli per Romena: indelebili anche se lontani.
Niki era stato amico di gioventù del nostro don Luigi, e aveva fatto alcune delle sue prime prove da comico, in particolare da imitatore, proprio in Casentino, durante le manifestazioni che ci eravamo inventati nella primissima fase in cui don Luigi era stato inviato qui, intorno a metà degli anni Ottanta.
All’epoca Niki (che faceva il carabiniere) era ancora indeciso se provare a trasformare la comicità in un mestiere. Poi aveva rotto gli indugi e si era affidato, giustamente, al suo talento.

Con la nascita della Fraternità di Romena, nel 1991, Niki era diventato l’ospite fisso delle nostre feste di Pasqua. Era lui che le concludeva regalando a piene mani gag e sorrisi a un pubblico che mescolava la curiosità di conoscerci con il desiderio di assistere ai suoi spettacoli.
Andando avanti con gli anni, Niki avevo poi proseguito la sua bella carriera di comico (era nella squadra di Aria fresca con Carlo Conti) di caratterista, di attore, diviso tra le piazze, il cinema, il cabaret, la radio, la tv. Era bravo, ed era sempre molto fresco e gioioso perché faceva un mestiere che amava.

Inutile dire che, anche a distanza, facevamo sempre il tifo per lui. Quel tifo è aumentato un mese fa, quando abbiamo saputo che aveva ingaggiato una lotta durissima per la vita, in ospedale. Nè si è spento oggi, quando abbiamo saputo che Niki non ce l’aveva fatta.
Anzi, ora più che mai sentiamo addosso le freschezza delle sue battute. E non possiamo toglierci di dosso quel clima frizzante, divertito, che si respirava alla fine di quelle feste di Pasqua. A Niki spettava il compito di dare il sapore finale a quelle giornate. La sua comicità toscana contagiava tutti. Era bello sentirsi quel buonumore addosso, tornando a casa. E siccome penso che questa sensazione l’abbiano provata in molto nelle mille piazze in cui Niki si è esibito, credo che lui abbia fatto molto del bene.
Respirare ancora,  nel ricordo, il polline di quel buonumore,  è un modo per dirgli grazie. Di cuore.

 

 

 

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