Ciao Marco

Non ho trovato né troverò le parole.
La notizia della morte di Marco Marzenta ha aperto uno squarcio di silenzio. E’ una partenza inattesa, improvvisa. Mi lascia attonito, e confuso.
Conosco Marco da quando eravamo ragazzi. Lo ricordo sin da quando lavorava nel negozio del padre, quello che poi ha mandato avanti, per lungo tempo, anche da solo.
Ma soprattutto lo ripenso a Romena, lo spazio divenuto casa per il suo stare e per il suo cercare, e per la sua fede semplice, pura, immediata. Quando mi vedeva gli piaceva ricordarmi, e condividere il fatto che noi ci fossimo stati sin dai primi tempi della Fraternità, che fossimo un po’ antichi come quelle pietre. Gli dava gioia sentire di essere un artefice, anche lui, di quel cammino, per averrne scandito tutte le tappe.
Era orgoglioso di quel luogo, di quella gente, di ciò che era diventato.
Romena era il suo antidoto a una vita in salita, e, soprattutto, alla solitudine.

Non era facile, lo so, accompagnare il suo faticoso cammino, e chi ha provato a farlo, anche con difficoltà, è certamente molto più avanti di me nel penetrare il senso profondo di parole come amore, come amicizia, come attenzione.
Ci sono presenze che ci insegnano quanto sia difficile penetrare nel cuore di ogni umanità, quanto sia scomodo mettersi nelle scarpe degli altri, per provare a capirli un po di piu, quanto siamo impreparati nel dare una attenzione libera, semplice, presente, laddove la vita assurda che viviamo ci spinge sempre a fare, a andare, a concretizzare.
Marco, volato laddove troverà, spero, amore, pace e libertà, ci lascia l’impronta della sua presenza per ricordarci che ogni tanto dobbiamo scendere da noi stessi, e consegnarci alla vita.

Ti terrò nel cuore, in silenzio, Marco.
E ricorderò sempre che sì, noi ci eravamo dall’inizio.
E continueremo.
Un abbraccio. Di cuore.
Massimo

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