Tempore famis, Davide Volpe : “La vita va non si ferma”

Il pensiero di oggi, per il nostro “Tempore famis” ci arriva da un collaboratore prezioso di Romena, Davide Volpe. Davide si occupa, in particolare, dell’orto, tra di noi è quello più connesso con la terra. E proprio dal contatto costante con la natura che nasce questa sua riflessione. “In questi giorni – racconta – dovevo fare una piccola tettoia all’orto, poi mi sono detto: ma a che serve, qui non viene nessuno, non ci sono i corsi, è tutto bloccato. Poi ho pensato alla pieve, che è stata fatta in tempore famis, e alla natura che non si è fermata: qui i mandorli sono fiore, i lamponi hanno fatto le gemme. Allora ho capito che bisogna fare con quello che c’è, e meglio che si può, senza farsi prendere dalla paura”. La tettoia? “La farò. La vita va avanti, e anche noi non ci possiamo fermare”.

“Tempore famis”, lo sguardo poetico di don Luigi Verdi sui giorni che viviamo

Cosa contengono questi giorni di silenzio, di vuoto, di attesa?
Da una Romena silenziosa e bellissima, il nostro don Luigi Verdi prova a guardare in profondità i segni di questo tempo, lo smarrimento che genera, la nudità che lo anima, la speranza che può, paradossalmente, far germogliare..

Qui sotto trovate il filmato di don Luigi (regia del nostro Raffaele Quadri) e poi, di seguito, il testo

TEMPORE FAMIS
di Luigi Verdi

Sono giorni in cui pensi all’universo e cerchi qualcuno che possa illuminare la notte.
Giorni in cui ci troviamo a lottare con i nostri dubbi, con le nostre crisi, con le nostre identità precarie.
Giorni in cui viviamo la “precisione dell’amore”, in cui leggiamo finalmente con esattezza i nostri affetti .

Sono giorni in cui devi far tacere l’io per poter ascoltare un silenzio più grande, un silenzio abitato, un silenzio pieno.
Giorni in cui senti di essere un tutt’uno con tante religioni e con tutti gli esseri viventi.
Giorni di un cristianesimo finalmente nudo, in cui l’essenziale non sono i riti, ma il poter sentire l’incarnazione come un dono.

Sono giorni che ci ricordano che ciò che vale è il pane sulla tavola.
Giorni in cui devi vivere quell’intensità quasi muta della vita fatta di necessità e di bellezza.
Giorni in cui ti accorgi di aver vissuto tutto con avidità, mentre la vita vera era da un’altra parte.

Sono giorni per tornare ad abitare poeticamente il mondo, in cui capisci che contemplare vuol dire prendersi cura.
Giorni per sentire che la vita vera non è mai facile e comoda, che il reale sta dalla parte della poesia e che la poesia è dentro al reale.
Giorni per guardare senza avere l’intenzione di prendere.

Sono giorni in cui ciascuno dei nostri gesti può impedire al mondo di rotolare verso gli abissi.
Giorni in cui una madre che rimbocca il lenzuolo al suo bambino addormentato è come se si prendesse cura di tutto il cielo stellato.
Giorni per misurare il valore di tutte le cose e vedere quanta luce contengano.

Sono giorni in cui senti che è il momento di non perdere tempo a maledire.
Giorni in cui capisci che sono la bellezza, la semplicità e la fragilità che ci aprono al futuro.
Giorni in cui capisci che è questo, proprio questo, il modo nuovo per respirare in questo mondo.

 

“Tempore famis”, Luigino Bruni e l’economia ai tempi del coronavirus

“Durante la crisi si conoscono le persone, si conoscono i popoli. E noi stiamo riscoprendoci migliori di quanto credevamo: stiamo ritrovando la nostra anima collettiva, questo ‘male comune’ ci ha fatto ritrovare il ‘bene comune’”. Luigino Bruni, economista, grande amico della Fraternità di Romena, offre al nostro cammino di “Tempore famis” una lettura profonda e acuta dell’economia al tempo del corona virus. Una lettura nella quale non sono protagonisti i numeri e i grafici, ma le persone: “Questa crisi svela le ambivalenze dell’economia: da una parte c’è un economia della vita, che si prodiga per mandare avanti il Paese, che affronta la battaglia del virus per salvare i suoi anziani, e c’è un’economia del profitto, che si preoccupa solo del Pil e per cui il capitale conta più della salute”. Il nostro Paese, per Luigino, si è messo, questa volta, dalla parte giusta, a differenza di alcuni Paesi del continente e a dispetto dell’atteggiamento dell’Europa. “Oggi l’Italia – dice – è molto più bella di due mesi fa”.

Ecco dunque, che nel cuore di questo ‘stress test’, emerge un’altra grande sfida. La sfida di partire dalle fatiche di questo presente per costruire un’erconomia che guardi le persone prima dello spread: “In alcuni Paesi hanno detto che in fondo si può accettare che gli anziani muoiano, è la selezione naturale, invece noi abbiamo rimesso al centro il quarto comandamento: Onora il padre e la madre”. Questo recupero di umanità, questa riscoperta della dimensione collettiva è uno dei frutti buoni di questo periodo duro.

“Tempore famis”, l’iniezione di fiducia di Alberto Maggi

“Un evento negativo come questo si può affrontare o avvilendosi e piangendosi addosso, o vedendo che cosa di buono possiamo tirar fuori. Ed è questo che dobbiamo fare: ci sono energie di bene, di generosità, di altruismo che attendono situazioni come questo per fiorire. Per questo sono convinto che dopo questa esperienza saremo tutti più forti e più ricchi dentro”.

Questa iniezione di fiducia ci arriva da Alberto Maggi, teologo, appassionato divulgatore del Vangelo. Nell’intervento che ci ha inviato come suo contributo al nostro Tempore famis Alberto ci invita a tenere a mente ciò che fonda la fiducia del cristiano: “Ci sono momenti di verità dove si vede, secondo le parole di Gesù, chi ha costruito sulla roccia e chi sulla sabbia. La roccia è la parola di Gesù, è la sua azione nella nostra vita”. “Non dobbiamo temere – aggiunge padre Alberto – perché, come dice San Paolo nella lettera ai Romani “Tutto concorre al bene per quelli che credono in Dio”.

In questo breve ma intenso intervento Alberto ci invita a fidarci sempre di un Dio che trasforma tutto in bene, di un Dio che è amore: “Quando Gesù ci dice: abbiate coraggio, io ho vinto il mondo, non è una promessa per il futuro. Chi si pone a fianco della vita, della verità e della luce sarà sempre vincitore sulla menzogna, sulle tenebre e sulla morte”.

Su questo tema, tante altre riflessioni di padre Alberto possono essere trovare nel libro “Fiducia” che è parte della collana che Romena ha dedicato alla Via della Resurrezione.

Tempore famis, “Romena in ascolto” ogni giorno con Wolfgang Fasser

Da oggi il nostro “Tempore famis” non è fatto solo di testimonianze e di riflessioni ma anche di ascolto. Ci mettiamo in ascolto dei vostri pensieri, delle vostre fatiche, delle vostre speranze attraverso l’eremo di Romena a Quorle. Dal cuore del Pratomagno, da questo spazio di silenzio immerso nella natura il nostro Wolfgang Fasser si mette a disposizione di chiunque voglia contattarlo ogni giorno, dal lunedì al sabato, per due ore, dalle 17 alle 19. Potete chiamarlo al 348-2207913.

Wolfgang attende di offirvi la sua vicinanza calda, il suo silenzio accogliente e naturalmente la possibilità di condividere i vostri pensieri in questi giorni di isolamento e di preoccupazione.

Fisioterapista e musicoterapeuta, Wolfgang Fasser è non vedente a causa di una malattia genetica. Nato in Svizzera, vive in Toscana da trent’anni. Collaboratore della fraternità di Romena dai suoi inizi, dal 2009 è custode di accoglienza e di silenzio nella casa di Romena a Quorle (Poppi, Ar).  La sua storia è stata raccontata da nel libro “Invisibile agli occhi” (Edizioni Romena).

 

Tempore famis, Luigi Verdi, “Il distacco alimenta il desiderio delle cose che contano”

“Sono tempi duri. E’ dura non avere i vostri abbracci, le vostre presenze, le vostre storie da incontrare, i vostri volti da guardare. Ma il distacco è utile, mi fa capire chi sono io senza Romena, e chi è Romena senza le persone che arrivano. E soprattutto il distacco mi alimenta il desiderio”. Così il nostro don Luigi Verdi apre il suo commento al Vangelo di oggi. Le sue parole calde ci arrivano da una pieve silenziosa e deserta, eppure bellissima. E don Luigi ci trasmette con con forza anche solo con lo sguardo non solo la fatica di questi giorni, ma anche il desiderio di nuovo che portano in sé.

“Dobbiamo passare una strettoia – dice ancora – perr arrivare alla luce. Dobbiamo poter trascendere la nostra biologia, il nostro carattere, le nostre comodità, per vedere ciò che vale e ciò che vale meno. Di sicuro dopo questa crisi quello che rimarrà in mano saranno le uniche cose che contano per vivere…”

Buon ascolto.

“Tempore famis”, Luigi Verdi e il “Povero tempo nostro”

Il nostro contributo di oggi a vivere questo ‘tempore famis’ ha per protagonista la musica e un artista delle parole, Gianmaria Testa. Un artista che abbiamo sentito tanto vicino allo stile di Romena tanto che poco dopo la sua prematura scomparsa gli abbiamo dedicato un libro, “La voce dei nostri silenzi”. In quest’ultimo anno il nostro  Luigi Verdi ha inserito al cuore dei suoi incontri in giro per l’Italia una sua canzone, “Povero tempo nostro”, una canzone che Gianmaria scrisse poco prima di morire e che è stata diffusa dopo la sua scomparsa.

La canzone è una lettura poetica e profetica dei nostri tempi e anche di quello che viviamo in questi giorni. Il nostro Gigi in questo filmato, prima di farcela ascoltare nell’ispiratissimo video che la accompagna, ce la presenta, spiegandoci perché questa canzone è, per lui, è il ritratto del tempo che stiamo vivendo…

 

“Tempore famis”, Pier Luigi Ricci e l’energia delle piccole cose

“Tempore famis”, il percorso con cui la Fraternità di Romena cerca di accompagnare questi giorni di isolamento, si arricchisce oggi della riflessione di Pier Luigi Ricci, “Pigi” per tutti noi. Educatore di grande esperienza, collaboratore storico di Romena, Pigi parte da un dato di fatto che sconcerta tutti noi in questi giorni: ma come è possibile che un microorganismo come un virus possa mettere in ginocchio un intera pianeta? Perchè una cosa piccola può avere una forza così grande?
Pigi trasporta questo esempio sulla nostra vita di tutti i giorni. E ci invita a riflettere sul valore delle cose piccole, quelle cui diamo meno importanza, sulle piccole attenzioni quotidiane. E sulla energia imprevedibile che contengono…

 

“Tempore famis”, un percorso per vivere Romena da casa

Viviamo giorni impensabili. Giorni di isolamento e di preoccupazione. Giorni di vicinanza, col cuore, a chi è più esposto, a chi fatica, a chi soffre.
Ciò che possiamo fare, l’unica cosa che può davvero aiutarci, oltre a rispettare tutto ciò che ci viene richiesto per fronteggiare il virus, è provare a leggere questi giorni dal di dentro, è provare a dar loro un senso e una direzione. Ed è qui che entra in gioco Romena.
La pieve da cui nasce il cammino della Fraternità di Romena fu costruita quasi mille anni fa  in un tempo di carestia.
Ma quel “tempore famis” che i suoi costruttori vollero incidere su un suo capitello, a futura memoria, non voleva solo rammentare ai posteri che la sua origine era in una sofferenza collettiva. Il suo scopo era di mostrare che da quel periodo di fragilità e di fatica poteva nascere uno spazio di autenticità e di bellezza.

Così anche oggi, il peso di questa situazione di preoccupazione e di isolamento può essere sopportato solo se accettiamo di vivere questo periodo con uno sguardo profondo, orientato verso il cuore della vita.

Per questo, mentre lo spazio fisico della pieve e della fraternità resta naturalmente chiuso, abbiamo pensato di tenere invece aperta Romena attraverso gli spazi virtuali.
Ogni giorno pubblicheremo sul sito http://www.romena.it, su questo blog, sui social, pensieri e riflessioni capaci di accompagnarci in questa ricerca di senso. Stiamo interpellando le figure care a Romena che conoscete, sentiremo alcuni compagni di viaggio speciali che hanno animato in passato i nostri incontri, i nostri corsi, i nostri convegni.
Romena resta dunque aperta, online, nel “tempore famis” di oggi. Sperando che dentro questi giorni di fragilità si stiano preparando germogli di futuro.
Il percorso avrà una cadenza quotidiana. Oggi, iniziamo con un pensiero introduttivo che ho scritto e che  potete ascoltare e vedere qui sotto…Un abbraccio, a distanza, ma col cuore.