Vivere la Pasqua con Romena: sabato santo, la riflessione di Maria Teresa Abignente

Ci prepariamo a entrare nel cuore della vigilia pasquale. Stasera, dalle 22.30 potremo attendere la Pasqua con la messa celebrata da don Luigi.
Ma prima di questo momento entriamo in questo spazio di attesa insieme a Maria Teresa Abignente:
“Oggi è un giorno sospeso tra la presa d’atto di ciò che è successo ieri, e l’impazienza per ciò di bello arriverà domani. Un giorno sospeso, come sono sospesi i nostri giorni di questo periodo, tra la vita e la morte, tra la prigionia e la libertà, tra il visibile e l’invisibile.
In questo giorno sospeso Maria Teresa evidenzia la veglia delle donne vicine a Gesù. “Tornerà? Si chiedono. Tornerà quel Gesù che abbiamo amato, che abbiamo seguito, cui abbiamo asciugato i piedi con i nostri capelli? Noi sappiamo come è andata a finire. Loro no. Ma nonostante questo vegliano, attendono, preparano profumi”.
“Mi piace – sottolinea Maria Teresa – il sabato santo perché è un giorno carico di domande, perché è un giorno che ci insegna la pazienza, che ci insegna a non star fermi nella notte e a fare qualcosa che riscatti la nostra vita”.

2 pensieri su “Vivere la Pasqua con Romena: sabato santo, la riflessione di Maria Teresa Abignente

  1. Hai ragione, Maria Teresa!
    Il sabato Santo è il periodo dell’attesa vibrante e amante.
    È l’attesa aggrappata e alimentata dalla fedeltà al buio in cui ci si sente apparentemente soli.

  2. …”…è il giorno dell’arresa…”
    Sì Maria Teresa, è così che ho vissuto questo “giorno”!
    Il mio è stato, lo stato d’animo degli Apostoli, lo stato d’animo di chi vede intorno solo terra bruciata.
    In questo Sabato Santo 2020, avevo visto un vulcano “spento”, ricoperto d’inutile lava arida.
    Avevo visto una specie di metafora…dell’Amore.
    Il vulcano era alto quanto il tempo sprecato, i pensieri e le azioni inutili, le omissioni ignorate. Quanto vissuto mi aveva requisito l’anima distogliendomi dall’essenziale! Quasi una vita intera!
    Ma anche quante volte avevo cercato di “bruciare”…di disperdere e districare…
    Tutta fatica inutile! Non era rimasta che terra bruciata!
    Tanta arida lava, frutto del “Fuoco del Perdono” verso me stessa e verso gli altri…che, in questo giorno di “arresa”, appariva…inutile morta terra!
    “Spento”…il nucleo del vulcano? Raffreddata la sua essenza?
    Mi sono sentita sperduta…
    Avevo dimenticato il sogno, l’energia addormentata nel nucleo…nel nocciolo…nell’essenziale…nell’amore!
    Avevo dimenticato la sostanza…anche della Terra!

    E poi nella notte più buia e desolata… una sorpresa, una LUCE, un’ ENERGIA inattesa sprigionata sul sacro sudario….e la Terra!
    ENERGIA e LUCE che ci hanno restituito il GESU’ DELL’AMORE E DELLA VITA!

    Cara Maria Teresa,
    sei nel mio cuore, ti voglio bene e presto ci ri-abbracceremmo!

    Rita/Nives

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