Quello sguardo gentile, proteso verso l’infinito


“Dove ci condurrà la vita? Che importanza ha saperlo se sei certo che là dove ci conduce c’è un amore”. Ogni tanto risento nel cuore questa frase. Mi accompagna, mi incoraggia, mi dà forza. Oggi questa frase acquisisce un significato particolare, perchè il suo autore si è sporto oltre il limite, e ha potuto immergersi in quel mare d’amore di cui sentiva, nel cuore, certezza.
Carlo Molari ci ha lasciato stamani, a 93 anni. Carlo era un teologo, un meraviglioso teologo, ma era anche un uomo buono, acuto, intelligente, saggio. A Romena abbiamo avuto il privilegio di incontrarlo e di ascoltarlo diverse volte: ogni volta la sue parole aprivano spazi nuovi, dilatavano gli orizzonti.
Ma il ricordo più bello, quello con cui voglio salutarlo insieme a voi, oggi, risale al giorno in cui pronunciò quella frase. Era il luglio 2001. Eravamo in un grande prato vicino Camaldoli. Romena festeggiava il suo decimo anno concendendosi un cammino di incontri. A Carlo avevamo chiesto di parlarci dello ‘stupore di vivere”.
“Aver fede in Dio – disse – non significa sapere cosa è Dio perchè noi non possiamo saperlo. Aver fede in Dio vuol dire sapere che ciò che è in gioco nella nostra piccola storia è molto più grande di quello che siamo, perché contiene anche tutto quello che saremo. Questo significa vivere la fede in Dio: non pretendere di sapere cosa è Dio. E questa io credo sia la ragione più grande dello stupore, per cui ogni piccola novità che emerge non suscita stupore per quello che è, ma per l’immenso di cui fa presagire l’esistenza. Lo stupore diventa quindi l’attesa di quello che non è stato ancora conosciuto, amato, vissuto”.
Le mani accompagnavano la sinfonia di parole del teologo, che si faceva accompagnare nel suo spartito dai colori esplosivi della foresta al risveglio, dai rumori del sottobosco, dal profumo di quell’aria limpida che sem- brava fatta di cielo.
Volammo nell’infinito insieme a Carlo che, prima di planare, ci restituì alla nostra giornata donandoci quella indimenticabile carezza: “Dove ci porterà il cammino della vita? La lettera agli Ebrei dice che “Abramo partì senza sapere dove andare”. E’ questo senza sapere che è fondamentale.
Dove ci condurrà la vita? Che importanza ha saperlo se sei certo che là dove ci conduce c’è un amore…”
Grazie Carlo. Il tuo sguardo gentile, sempre proteso verso l’infinito, resterà sempre con noi.

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