Torna la festa di Romena a Pasquetta

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E’ primavera nei prati e negli spazi verdi di Romena. E lunedì prossimo a Pasquetta i grandi spazi verdi della Fraternità potranno essere condivisi per una giornata da trascorrere insieme, finalmente. Dopo due anni di forzata interruzione per la pandemia, infatti, torna la Festa di Romena.
La giornata organizzata dalla Fraternità proporrà, come sempre, un programma molto vario di incontri, momenti di festa e di gioco e di riflessione.
Il primo appuntamento previsto nel programma di lunedì 18 aprile sarà la messa in pieve (ore 11) con la presenza del Vescovo di Fiesole Mario Meini. Quindi il pranzo comunitario.
Il pomeriggio inizierà all’aperto con due momenti festosi: l’esibizione di Gunter Rieber, artista di strada e clown che proporrà un repertorio di giocoleria, equilibrismo, pantomima, e poi l’intervento della Compagnia delle arti di Romena che coinvolgerà i presenti con i suoi balli di gruppo.
Alle 16 la giornata proseguirà in auditorium con “Non fermeranno mai la Primavera” incontro in musica con la cantautrice Letizia Fuochi che proporrà un viaggio di parole e canzoni accompagnata da grandi pagine della musica d’autore italiana e da momenti di poesia.
Infine alle 17, sarà ospite della festa il Cardinale Tolentino Mendonca.
Tolentino è poeta, scrittore, figura di primissimo piano del panorama letterario internazionale nonché bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Sarà affidata alla sua sensibilità e al suo sguardo profetico una lettura di ciò che stiamo vivendo in questa fase così tormentata e incerta. A conclusione della festa il saluto di don Luigi Verdi e di Pier Luigi Ricci.
Durante tutta la giornata saranno disponibili ed utilizzabili i grandi spazi verdi della Fraternità: la festa di Romena sarà anche l’occasione per vivere una giornata all’aperto.

La favola del Campo dei miracoli: dove il calcio insegna la pace

Si può educare alla pace anche attraverso il gioco del calcio. Non è un’utopia, ma un progetto concreto, che coinvolge migliaia di ragazzi e che si sviluppa alla periferia di Roma, quartiere Corviale, in un luogo che, non a caso, si chiama “Campo dei miracoli”. Qui, tra enormi palazzi, da quasi quindici anni è cominciata una favola che si può toccare con un dito: la favola di un gioco, il calcio, che non è più strumento di rivalità estreme o di interessi economici esagerati, nè dominio di tifoserie violente, ma che diventa espressione di una società capace di far vivere concretamente, soprattutto ai più giovani, valori come la giustizia, il senso di responsabilità, la solidarietà.

Credeteci, val la pena ascoltare la conversazione con Massimo Vallati, grande amico di Romena, inventore del ‘calcio sociale’. Massimo ci racconta come è stato possibile trasformare il gioco più amato e praticato in uno strumento pedagogico, in una meravigliosa scuola di pace e giustizia a cielo aperto. Il tutto senza togliere nulla al fascino del calcio, ma semplicemente riscrivendone alcune regole: nel calcio sociale, per esempio, non esiste l’arbitro, perché i giocatori devono imparare a essere responsabili, e neanche la panchina, perché tutti devono poter giocare; le squadre devono avere lo stesso coefficiente tecnico, perché vi sia equilibrio, e all’inizio e alla fine di ogni incontro ci si deve prendere per mano, perché la competizione deve unire, non dividere.

Il calcio sociale valorizza tutti i giocatori, anche il più debole: ed è proprio lui che deve tirare i calci di rigore. Una regola, quest’ultima, che è stata sottolineata da un tifoso speciale del progetto di Massimo Vallati: il presidente Mattarella. “Se ci fosse stata ai miei tempi qualche rigore avrei potuto tirarlo anch’io” ha detto il giorno in cui ha visitato il centro di Corviale per inaugurare il campo di calcio a undici…