Sabato 2 luglio i quadri di Caravaggio prendono vita!

Cosa stanno facendo quegli attori sulla scena? Si muovono, si cambiano d’abito, spostano degli oggetti, sono un’onda colorata e armonica che però, d’improvviso, si ferma e si trasforma… in un’opera d’arte, in un capolavoro di Caravaggio. E’ la meraviglia della compagnia teatrale Ludovica Rambelli Teatro-Les Tableaux Vivants (“Quadri viventi”) che sabato 2 luglio, evento rarissimo, potremo ammirare in Toscana, a Bibbiena, nel bellissimo spazio all’aperto della Fondazione Baracchi (via Bosco di Casina 12).

La bellezza, l’umanità, il coinvolgimento che ci regala ogni opera di Caravaggio sarà condensato in uno spettacolo teatrale di rara emozione.
Sotto gli occhi stupiti degli spettatori si comporranno infatti 23 tele di Caravaggio realizzate con i corpi degli attori e il solo ausilio di oggetti di uso comune e stoffe drappeggiate. Un solo taglio di luce illuminerà la scena come per inserirla in una immaginaria cornice.
Lo spettacolo, della durata di circa 40 minuti, verrà proposto due volte, alle 21.15 e alle 22.30 per permettere a più persone di potervi assistere.

L’ingresso sarà libero e gratuito! Unica condizione per partecipare la prenotazione con messaggio WhatsApp al 338-7299666 nel quale occorrerà specificare a quale delle due messe in scena si vorrà assistere.

Questa forma teatrale dei quadri viventi viene dal Settecento. Ma si era poi persa nel tempo.
La compagnia teatrale napoletana, grazie al lavoro di Ludovica Rambelli ha rintracciato i fili di quel cammino, li ha riannodati, e li ripropone oggi in una forma assolutamente unica.

I dipinti del Caravaggio sembrano sempre avere la forza di uscire dallo spazio fisico della tela, sembrano volerci raggiungere. E questa volta potranno farlo davvero, grazie alla meraviglia dell’arte teatrale applicata per una volta, a quella pittorica.

E sarà bellezza, una bellezza viva da ammirare non in un museo, ma su un palcoscenico.

Il compleanno di don Renzo: “Ho 102 anni, ma sono giovane dentro”

Oggi è il compleanno di una delle anime più fresche, vivaci, innamorate della chiesa.
Non è un prelato famoso, è molto di più: è don Renzo Pulidori.
“Il mio motore è ancora buono – dice di sè – è la carrozzeria che perde i pezzi. Però vi dico una cosa: io mi sento ancora giovane dentro”.
Niente male per chi all’anagrafe, risulta essere nato il 28 giugno 1920, esattamente 102 anni fa.
Ma gli anni non pesano su chi, come lui, vive la sua vita con la leggerezza di un dono e con il trasporto di un innamorato.
Don Renzo è un bravo prete, amato dalla sua comunità (San Casciano in val di Pesa), ma negli anni è divenuto anche un punto di riferimento prezioso per tante persone che hanno trovato terreno fecondo nel suo stile semplice, aperto, nelle sue idee profetiche che poggiano le loro basi nel Concilio Ecumenico Vaticano II e in una teologia che lui definisce positiva, aperta, liberatoria. .

“Ricordate le parole con cui Gesù inizia la sua missione? – ha detto durante un incontro a Romena, che qui potete rivedere – “Il tempo è compiuto”, cioè a dire è finito il tempo in cui gli uomini devono credere a un Dio potente che condanna e manda all’inferno. Il suo è un Dio vicino, è talmente vicino a te che non c’è bisogno di un tempio o di una chiesa, è nel tuo cuore, la tua anima è il suo tabernacolo vivente. E’ un Dio che addirittura mi dice: “Ma io sono il tuo babbo, io ti chiamo figlio perché ti ho creato a mia immagine e somiglianza. E ti mando il mio figlio prediletto che ti insegnerà la strada per innamorarmi di me”.

Ecco don Renzo chiama Dio babbo, e rivendica questa relazione d’amore, di vicinanza, di fiducia assoluta non come motivo della sua longevità, am della sua gioventù interiore.

E allora, oggi più che mai, buon compleanno, eterno ragazzo!

Domenica 3 luglio Domenico Iannacone a Romena


Fare televisione, anche in prima serata, riuscendo a raccontare con rispetto, con poesia, con emozione, l’umanità. E’ questo ciò che riesce a fare Domenico Iannacone.
Il giornalista dell’ascolto e dell’attenzione sarà a Romena domenica prossima, 3 luglio per un incontro pubblico in programma alle ore 15 nell’auditorium (climatizzato) della Fraternità.
Nel corso del dialogo che avrò il piacere di condurre, Iannacone racconterà il suo modo, specialissimo, di fare televisione, mettendo sempre al centro le persone, e proponendo le storie di chi fa più fatica, ma offre lezioni di coraggio, di dignità, di trasparenza umana.

I suoi programmi, ” I Dieci comandamenti” e, “Che ci faccio qui?” sempre su Rai3 sono trasmissioni in cui la Tv diventa strumento di un racconto curato, appassionato, con tempi non frenetici ma dilatati, in cui ogni protagonista ha la possibilità di esprimersi con autenticità.

Domenica prossima la parola “attenzione” sarà al centro di un incontro in cui Iannacone parlerà di sé, del suo lavoro e dei personaggi specialissimi che ha incontrato in giro per l’Italia.
Un appuntamento davvero da non perdere.

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