Diecimila volte grazie!

Vorrei presentarvi due amici. Li conoscete già, se frequentate gli spazi “social” di Romena, ma senza sapere il loro nome.
Sono due collaboratori, Pierluigi Ermini e Barbara Tonetto. (in questa foto li vedete al lavoro, durante uno degli incontri di Romena).
Mi piace presentarveli perché dietro ai vostri computer, agli smartphone, agli ipad con cui cercate segnali di fumo da Romena, c’è la loro cura, la loro attenzione, la loro presenza.
Il grazie arriva motivato da un’occasione speciale. Ieri sera la pagina Facebook di Romena (Fraternità di Romena onlus) ha toccato quota 10.000 like. E una cifra tonda, così robusta, mi sembra un buon motivo innanzitutto per ringraziare tutti voi, per la passione e la costanza con cui seguite tutte le nostre attività, ma anche per dirvi due cose di loro…

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Le foglie sparse dell’Abbé Pierre

01110 anni fa, il 22 gennaio del 2007, ci lasciava l’Abbé Pierre. Era in pace e sazio di giorni (aveva quasi 95 anni), ma continuava ad avere sete di giustizia: fino all’ultimo aveva destinato tutte le sue energie alla battaglia contro le ingiustizie sociali, per sostenere il bisogno di dignità che è comune a ogni essere umano.
Luigi Ciotti, che più gli assomiglia, lo definì “un polmone di Dio”: perché faceva risuonare nei fatti il messaggio del Vangelo, perché era costantemente al fianco dei poveri, ma anche pronto a alzare la voce contro quelli che definiva “i farabutti perbene”.
Era amico di Romena, cui aveva regalato “Foglie sparse”  l’unico libro di poesie scritto nella sua lunga vita. Ed è a partire dal ricordi dei tempi, era il 2003,  in cui pubblicammo quel libro, che vorrei ricordarlo…

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La prima favola di Romena

una-favola-legata-al-dito-front-okUna favola. Pubblicata da noi di Romena. E’ una prima volta, e come tutte le prime volte, ci emoziona. E non poco. Sabato scorso l’autrice, Samuela Brunamonti, l’ha presentata per la prima volta davanti a un foltissimo pubblico, nella sua Follonica. Ora possiamo dire davvero che la sua, la nostra favola legata al dito ha cominciato il suo viaggio.

Non posso anticiparvi molto sulla storia, posso però dirvi che ha ragione Paola Zannoner, amatissima scrittrice per ragazzi, quando scrive che, chi leggerà questo racconto, dedicato ai bambini di tutte le età, “rimarrà  affascinato e sorpreso dalla bellezza della narrazione, dalla sua leggerezza, gioia, simbolicità”. E’ una bella, poetica storia, che respira l’aria di Romena, come provo a spiegare in questa lettera aperta, che ho dedicato alla sua autrice, ringraziandola a nome di tutti noi per questo dono di poesia e di leggerezza…

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Mancini: Umile è chi fa la propria parte senza calcoli

DSC_2721Sarà uno dei protagonisti dell’incontro di domenica a Romena. Ma, prima di arrivare, ha già fatto a tutti noi un grande regalo con il libro “Il senso della Misericordia”, un libro che ci aiuta a rileggere e a trasformare le basi stesse dell’essere cristiani.
Roberto Mancini, filosofo appassionato e scrittore, in questo libro ci porta nel cuore di un parola che probabilmente non abbiamo capito o conosciuto nella sua interezza (“Si pensava di conoscere cosa fosse la misericordia – scrive Alberto Maggi nella sua introduzione – ma ci voleva Roberto Mancini per farcela vedere.”) E nel parlare di misericordia Mancini dedica anche alcuni passaggi alla parola Umiltà, anticipandoci così alcuni dei concetti che svilupperà domenica. Leggiamoli insieme…

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Umiltà, il “vuoto buono” di Angelo Casati

casati e matèChi può parlarci, con la sua vita, prima che ancora con le parole, di umiltà? Quando insieme a Maria Teresa Abignente, abbiamo pensato agli otto testimoni con cui costruire un cammino di incontri da trasformare in libri per la nostra Via della resurrezione, non abbiamo avuto dubbi sulla scelta: don Angelo Casati. Angelo è il prete che parla ‘sottovoce di Dio’, Angelo è un uomo profondo e delicato che sa ascoltare, che ascolta con trasporto e con gioia e per questo riceve in dote tanta bellezza e la ritrasferisce grazie al suo dono di poesia. Maria Teresa ha saputo intervistarlo con grazia e “Umiltà”, il libro che ne è nato, è davvero denso e prezioso. Vi anticipo i primissimi passaggi nei quali Angelo ci svela, con immediatezza perché questo valore, l’umiltà, è così importante per il nostro viaggio nella vita…

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La vita in uno sguardo

vlcsnap-2016-04-06-17h57m29s95Ma come fai a farti consegnare questi sguardi? Eliseo non risponde, si defila. Così mi dice tutto: grazie al suo modo di fare lieve, delicato, grazie al suo interagire rispettoso, le persone che incontra sulle strade del mondo, specie quelle meno battute, gli offrono il dono più grande: la loro autenticità.
Da circa 18 anni, insieme alla moglie Loretta, Eliseo Pieri sale sul camper che lo porta a scoprire i volti più puri e vivi del pianeta. A volte il camper rischia di affondare nelle strade poco battute e nella sabbia perché porta in dote una quantità esagerata di aiuti, medicine, alimenti.
La macchina fotografica non è quindi il motivo, ma la conseguenza del viaggio. E’ un modo per condividerlo con tutti noi di Romena, e per ricordare la figlia Pamela, che è all’origine di tutto. Pamela, i cui occhi eternamente giovani sono negli occhi di ogni incontro.

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Gli auguri di don Ciotti

Ciotti_10L’incontro è finito. La gente che affolla la pieve di Romena è tutta in piedi ad applaudire don Luigi Ciotti. Ma lui sente che manca ancora qualcosa. Mi chiede di nuovo il microfono: “Scusatemi – dice – ma vorrei dirvi un’altra cosa. Vorrei augurarvi il coraggio di essere eretici…”
E’ un augurio inusuale, vivo, aperto. Un augurio che parte quel giorno, durante il nostro incontro “Rischiamo il coraggio”.
Un augurio da rilanciare proprio oggi, alla vigilia di un nuovo anno, in un giorno dedicato alle promesse, alle speranze, alla voglia di cambiarsi e di cambiare…

Vi auguro di essere eretici.
Eresia viene dal greco e vuol dire scelta. Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia. Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie. Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.
Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
                                      
                                                                  Luigi Ciotti

“La terra è la mia preghiera”

Girolomoni - Terra mia preghieraDomenica prossima a Romena racconteremo il cammino di vita di Gino Girolomoni, il padre dell’agricoltura biologica in Italia. L’occasione sarà la presentazione del libro che ho scritto su di lui “La terra è la mia preghiera” (Edizioni Emi). Sarà un racconto a più voci, cui parteciperanno familiari e amici e che sarà animato da immagini e filmati.
Potranno così emergere i tanti volti di questo personaggio singolare, profetico, di questo contadino della terra e del cielo che ha saputo scrivere un nuovo capitolo nel rapporto tra l’uomo e i prodotti della terra, vissuti alla luce della sua fede. L’appuntamento è per le 15 di domenica, in pieve. Da subito, però è possibile entrare in contatto con la vita di Girolomoni, raccontata nel libro: nella pagina dedicata all’incontro di domenica sul sito di Romena, oppure con  questi due brevi filmati Ringraziamento alla natura  e Madre terra, con testi estratti dal libro.
Ho pensato di aggiungere qui di seguito anche una piccola riflessione sui legami tra Girolomoni e la sua gente e la nostra Fraternità, a margine della prima presentazione del libro, pochi giorni fa, a Montebello, vicino Urbino, nel monastero da lui riportato in vita…

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La fede di Ermes e Marina

UNA FEDE NUDA copertina finaleUn frate poeta e una scrittrice. Un uomo e una donna. Che ci guardano in viso e ci raccontano a cuore aperto, con autenticità e poesia, che cosa è, per loro, la fede.
E’ questo il contenuto del libro “Una fede nuda” di Ermes Ronchi e Marina Marcolini. Un libro che nasce da un incontro con questi due amici alla pieve di Romena: un libro che permette di respirare a pieni polmoni dentro le loro visuali aperte, libere e liberanti.
Siamo davvero contenti di averlo potuto pubblicare nella collana “Germogli” delle Edizioni Romena, perché l’idea di fede che troviamo in questo libro contiene anche, nel suo piccolo, anche l’esperienza della nostra fraternità.
Un esempio? Ve ne faccio due, leggendo con voi un passaggio di Marina e uno di Ermes…

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Parlare al cuore

Studenti_Romena_004“Ma stai parlando con me?” Devo confessarvi che questa domanda mi è girata in testa tante volte, i primi tempi. Avevo 17 anni, la fraternità di Romena ancora non c’era, e don Luigi, già allora Gigi, era da poco prete. Lo ascoltavo stupito nella chiesa che avevo riscoperto, e sembrava che dall’altare, durante la messa, mi indirizzasse le sue omelie. Sì, sembrava interpellarmi proprio dove avevo bisogno, proprio nel punto che era, in quel momento più esposto. Confidandomi con i miei amici, scoprivo che anche a loro era successa la stessa cosa. Dunque non era un fatto personale, Gigi riusciva a creare anche pubblicamente una relazione di intimità con ciascuno di noi.

Parlare al cuore. L’altro giorno, a Romena, mi sono tornate addosso tutte quelle emozioni giovanili, pietra fondante del mio rapporto con Gigi e punto chiave, credo, della sua missione di fede.
L’occasione è stata la visita a Romena, di 250 studenti di un liceo del Valdarno. In quella chiesa piena di adolescenti (erano quasi tutti studenti di prima superiore), mi sono risentito addosso le sensazioni mai sopite di trent’anni prima. Mentre ascoltavo Gigi (l’incontro può essere riascoltato sulla pagina podcast del sito i Romena) ero come loro, ero con loro. Ho indugiato sui loro sguardi attenti, ho respirato quel silenzio assorto, quasi stupefacente, ho colto tutta la bellezza della loro presenza profumata di futuro. Li ho incontrati in quella attenzione viva, che conosco bene. “Ma stai parlando con me?”…

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