Davanti alla pieve, a cantare l’amore, con Simone Cristicchi

Un prato. Il cielo stellato. E la pieve di Romena davanti, a illuminare la notte.
Sarà in questo abbraccio di bellezza che Simone Cristicchi, sabato sera, canterà l’amore.
Un concerto unico, quello di sabato 15 luglio (inizio ore 22, ingresso libero), in cui Simone presenterà le canzoni d’amore più belle dei cantautori italiani chiedendo a tutti i presenti di aggiungere la loro voce alla sua. Perché l’amore esiste nel momento in cui crea incontro, relazione, nel momento in cui voci diverse si incontrano e producono armonia.

“Ti regalerò una rosa”. Si intitola così la serata, la prima assoluta di un concerto davanti all’abside della pieve di Romena. Un’idea nata sulla scia dell’amicizia di Cristicchi con i viandanti della Fraternità. L’artista romano, che un anno fa a Romena aveva presentato in anteprima il suo spettacolo “Il secondo figlio di Dio”, questa volta ha scelto di riproporsi con la musica. “Il tema del convegno di Romena era l’amore no? – ha detto – E allora perché non dedicare all’amore una serata di musica, con le canzoni più belle?”

L’idea ha trovato subito terreno fertile. Cristicchi ha mobilitato la sua band, la Fraternità ha reso fruibile lo spazio davanti alla pieve.

Sabato sera sarà la sera dell’amore. La sera di una rosa da ricevere, e da dare. Nel segno della musica.

Simone, come ti senti?

Non vedo l’ora di arrivare a sabato.

Anche noi. Ma nell’attesa puoi anticiparci qualcosa del concerto?

Sono andato a pescare nel repertorio dei cantautori italiani. E così canteremo l’amore con le canzoni di Fabrizio De Andrè e di Ivano Fossati, di Adriano Celentano e Gino Paoli, di Francesco De Gregori e Franco Battiato e di altri grandi artisti ancora…

Come hai scelto le canzoni?

Con un criterio molto semplice: ho scelto quelle che avrei voluto scrivere io. E tra le canzoni di questi colleghi-maestri, sono andato a cercare quelle più conosciute perché vorrei che sabato sera queste canzoni si potessero cantare tutti insieme.

Ci saranno anche le tue canzoni?

Sì, inserirò nella serata le mie canzoni più attinenti al tema, da “Ti regalerò una rosa”, naturalmente, a “L’ultimo valzer”.

Ci sarà un’idea di fondo sull’amore a tenere insieme la serata?

In realtà mi piacerebbe che la parola amore potesse essere declinata in tutti i modi possibili, come amore per una compagna o un compagno, come amore per un figlio, come amore per la natura, come amore per le proprie origini: tra le mie canzoni ci sarà anche Magazzino 18, una canzone che parla dell’amore per la propria terra.

C’è una canzone, tra quelle che proporrai, che ti emoziona al solo pensiero di proporla in pubblico?

Sicuramente “La cura” di Franco Battiato. Penso che sia la canzone d’amore più straordinaria mai scritta.

Che effetto ti fa l’idea di un concerto davanti a una pieve romanica?

Lo ritengo un grande onore. Mi avvicinerò alla pieve di Romena con grandissimo rispetto.
Non a caso ho voluto per il concerto, una formazione acustica, con violoncello, pianoforte, chitarra e voce. Secondo me è la sonorità giusta per quello che dovrà essere un concerto in punta di piedi.

Hai conosciuto Romena un anno fa. Ma è subito nato un rapporto di grande sintonia con la pieve e la sua gente. Cosa ti ha colpito di questo posto? E come lo hai raccontato alle persone che ti sono vicine?

Quando parlo di Romena ricordo sempre questi grandi abbracci che ho ricevuto appena ho messo piede lì. Racconto Romena come un grande abbraccio, come un luogo dove si incontra un’umanità molto forte, intensa. Romena è un luogo che non ha limiti, che non prevede limitazioni dal punto di vista del credo, dove ci si può sentire liberi, liberi di osservare, di parlare, di stare in silenzio.

E poi, per uno come me che è sempre in viaggio, l’amicizia con don Luigi, con te, con tutti voi è una vera benedizione per me.

 

Il ritorno di Padre Luciano

“Vengo, vengo volentieri” ci ha detto rispondendo al nostro invito. E domenica prossima, 2 luglio, padre Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole, tornerà a Romena. Tornerà cioè a salutare quella realtà che ha contribuito a far nascere, regalandole tutta la libertà di cui aveva bisogno, e tutta la fiducia necessaria a sostenerne il cammino.
Giovannetti fu il Vescovo che accompagnò don Luigi durante i suoi inizi, che lo seguì nella sua fase di crisi, quello che accettò la sfida di far nascere, dal cuore di quella crisi, la Fraternità, e che poi, fino al termine del suo mandato, nel 2010,   ha seguito la nostra realtà senza mai invadere, ma anche senza mai privarci del suo sostegno.
In questi ultimi anni abbiamo incontrato più volte padre Luciano, ma questo è un invito speciale: domenica 2, ore 15, nel nostro auditorium parleremo con lui di questo percorso, di come lui lo ha accompagnato. Sarà un modo per conoscere ancora meglio le nostre radici, il nostro cammino, per ricevere qualche prezioso consiglio. E sarà anche un modo per dirgli, ancora una volta, grazie.
Nell’occasione pubblico qui, di seguito, una lettera aperta che pubblicammo nel giornalino di Romena quando Giovannetti concluse il suo servizio a Fiesole…

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Ridere di noi

Ridere. Ridere e basta. Ridere di ciò che sarà grottesco, di ciò che apparirà esagerato, di ciò che sarà, semplicemente, buffo.
Non è facile accettare di farsi prendere in giro. Ma la Compagnia delle arti di Romena può. E non si farà pregare.
Segnatevi questo appuntamento. 17 aprile, giorno di Pasquetta, ore 15, in auditorium. E’ il pomeriggio che da sempre riserviamo alla leggerezza.
Un anno fa, la Compagnia raccontò a suo modo i primi 25 anni di Romena. Quest’anno girerà pagina e si immaginerà il futuro. “Todo cambia, rivoluzione a Romena!” è il titolo dello spettacolo nel quale gli amici della Compagnia ci riveleranno quali saranno le conseguenze di questo anno speciale di Romena. Così conosceremo i nuovi conduttori dei corsi, i nuovi assistenti, i nuovi spazi di Romena. E sarà una parodia divertita e divertente della crescita e del cambiamento. Un modo per dire, affettuosamente a Romena e a chi la guida: cambia pure, ma non esagerare!

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A Napoli, con tanta voglia di sud

Dopo Padova e Loppiano, il vascello di Romena ora punta verso sud. Sabato prossimo, 25 marzo, saremo a Napoli (Auditorium dei Salesiani, via Scarlatti 29, ore 15)  per completare questo breve ma appassionante tour di incontro con i tanti amici di Romena sparsi per l’Italia. Nell’incontro di sabato percorreremo idealmente i passi che ci portano alla sesta tappa della nostra via della resurrezione, quella dedicata alla parola Fedeltà.

Come possiamo essere fedeli alla vita? sarà questa domanda che innescherà il nostro pomeriggio di incontro, di ascolto, di riflessione. E anche questa volta ci accompagneranno testimonianze speciali…

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5 buoni motivi per trovarci, sabato, a Loppiano

loppianoProbabilmente i motivi sono molti di più. Ma per amor di sintesi, ne ho scelti cinque, come le dita di una mano. Una mano che ci dà la spinta e ci invita  a muoverci direzione Loppiano, in Valdarno, per partecipare al grande incontro di sabato della Fraternità di Romena.

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Storie di Natale

1-con-cuore-leggeroWilly che balla la vita nonostante non possa muovere mani e piedi. Emma che si affida al vento dei suoi passi per esplorare il mondo a novant’anni.
Ci sono poi le storie della Bibbia, che spesso ci scorrono lontane, come se non ci riguardassero: e invece persone come padre Ermes Ronchi e Marina Marcolini, e anche come il nostro don Luigi ce le fanno camminare a fianco, mostrandoci quali intersezioni profonde abbiano con la nostra vita.

Non sono storie di Natale, sono storie di tutti i giorni, storie custodite con cura nelle pieghe della vita, e che forse, però, in questo periodo bisognoso di quiete, abbiamo il tempo di ascoltare, per coglierne il significato, per dare ancora più valore a questo periodo di passaggio.
Queste storie le abbiamo ascoltate a Padova, durante l’ultimo grande momento corale di quest’anno, dedicato alla parola leggerezza. E anche noi stessi, che pure eravamo lì, abbiamo bisogno di risentirle con cura, per coltivarne il valore e la bellezza.
Ve le affidiamo, come un piccolo dono di Natale, perchè Natale è anche questo: è ascoltare la voce pura della vita, per scoprire di poter rinascere, continuamente… Continua a leggere

“I tre tenori” di Romena

leggerezza-pd_277-minE’ il momento più atteso: ecco a voi i tre tenori“. Luca Mauceri ha scherzato così sul palco dell’auditorium di Sarmeola a Padova per salutare l’esibizione con cui si è conclusa la nostra giornata sulla leggerezza, una giornata che lentamente stiamo riassaporando.  E nel riassaporarla non possiamo che rigirare in bocca il nocciolo d’oliva della musica che l’ha accompagnata. Saba De Rossi, splendida vocalist, l’ha arricchita con la purezza scintillante del suo canto, Davide Antonio Pio, con le sue estensioni vocali da brivido (di entrambi potete avere un saggio qui sotto).
A formare l’inedito trio si è poi aggiunto Luca Mauceri che, svestiti i panni da attore e musicista, ha indossato, senza scomporsi, quelli da interprete.
I tre non si conoscevano, e non hanno avuto neanche il tempo di provare nemmeno una volta insieme.  Ma quando si ha ha una disponibilità umana pari al talento artistico (è il loro caso), incontrarsi è un gioco.
E così sono nati i nostri “tre tenori”, così ci siamo tutti emozionati cantando in coro “Let it be”. E ora, se volete, potrete farlo anche voi…
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Luca Mauceri e la leggerezza dell’arte

mauceriUn gruppo di uomini è alle prese con un pesantissimo tronco da spostare nel bosco. Ogni sforzo sembra inutile. Ma interviene un artista che si mette a sedere sul tronco e inizia a cantare. Accompagnati dall’armonia di quelle note, gli uomini riescono ora a trasportare il tronco. E anche l’artista che ci è seduto sopra.
Questa storiella dello scrittore russo Nikolaj Leskov mi sembra perfetta per dirci come l’arte e gli artisti possano aiutarci ad alleggerire i pesi del mondo. L’ho raccontata durante l’incontro di Romena a Padova, prima di annunciare l’intervento di Luca Mauceri.

leggerezza-pd_120A Luca ho chiesto non di rappresentare la leggerezza, tema dell’incontro, ma di farcela vivere. E lui, con la disarmante semplicità e pulizia della sua arte, si è seduto sui tronchi di ciascuno di noi. Ci ha regalato le sue letture, i suoi monologhi, le sue musiche.
Quella mezz’ora è filata via come un sospiro, come un refolo di vento, come una carezza. Quello spazio d’arte è da oggi disponibile per tutti, nel video che trovate qui sotto. Buona visione!

 


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Padova, arriviamo!

foto-padovaDomani, sabato 26, è in programma a Padova il primo dei tre incontri previsti fuori Romena nel corso di questo anno speciale, per i 25 anni della Fraternità. Su www.romena.it trovate tutte le informazioni sull’incontro (inizio ore 15) e gli ospiti. Dedico qui un piccolo spazio allo stato d’animo con cui ci avviciniamo a questa giornata…

 

Padova, arriviamo!
Ci stiamo preparando, con quel senso di gioia mista a inquietudine che ti precede tutte le volte che sperimenti qualcosa di nuovo. Domani Romena per un giorno si sposterà nel Nord est. Non un trasferimento fisico, ma un piccolo, momentaneo travaso di anima. Non sarà difficile realizzarlo: Romena sarà scortata da tanti sguardi amici, dall’amore di tante persone che alla nostra pieve hanno affidato un pezzo del loro cammino. Persone che vengono da quella città o da quelle vicine, persone di questo Nord che in un momento della loro vita si sono scaldate al nostro piccolo fuoco.

Padova, dunque. Non a caso. Da qui, oltre venti anni fa, quasi per un caso, partì verso la Toscana un primo pullman che, forse cercando altro,  si imbattè in una piccola comunità appena nata. La nostra.
L’innamoramento fu immediato. Anzi divenne contagioso.

Il passaparola da quella città non si è mai fermato. Non abbiamo mai capito il perché: è come se ci fosse un filo che ci unisce e che non sappiamo nè vogliamo dipanare.
Va bene così. Siamo contenti così. Domani ancora di più: perché l’amicizia a distanza ha bisogno di coprire gli spazi di nostalgia con la gioia dell’incontro.
Passeremo un pomeriggio insieme. Ce lo pregustiamo già ora. Come quei momenti così attesi, che cominciano a farci star bene ancora prima di viverli.

I 25 anni di Romena (10) / Ricominciare da un abbraccio

abbraccioRomena cominciò con un gesto. Un abbraccio, nel buio della crisi di un uomo, l’abbraccio profondo e naturale di un bambino boliviano.
Don Luigi, il nostro Gigi ha sempre detto che era stata quella la scintilla da cui sarebbe nata la Fraternità.  Il gesto inatteso e gratuito di un piccolo, e quella frase appoggiata all’orecchio: “ti voglio bene” avevano potuto più di mille ragionamenti. Perché la vita non la cambiano i nostri progetti, ma gli incontri.

abbraccioLunedì scorso, abbiamo pensato di finire l’incontro-spettacolo “Romena 25” dedicato a un ricordo giocoso e emozionato dei nostri 25 anni, attingendo alla stessa sorgente. Questa volta sono stati i nostri bambini ad abbracciare Gigi nel modo che potete vedere in questo filmato. E’ stato solo un piccolo gesto, un simbolo, un icona: ma l’abbraccio di un bambino è sempre vero, è sempre gratuito, è sempre libero. E’ sempre un bel modo di ricominciare.