Padova, arriviamo!

foto-padovaDomani, sabato 26, è in programma a Padova il primo dei tre incontri previsti fuori Romena nel corso di questo anno speciale, per i 25 anni della Fraternità. Su www.romena.it trovate tutte le informazioni sull’incontro (inizio ore 15) e gli ospiti. Dedico qui un piccolo spazio allo stato d’animo con cui ci avviciniamo a questa giornata…

 

Padova, arriviamo!
Ci stiamo preparando, con quel senso di gioia mista a inquietudine che ti precede tutte le volte che sperimenti qualcosa di nuovo. Domani Romena per un giorno si sposterà nel Nord est. Non un trasferimento fisico, ma un piccolo, momentaneo travaso di anima. Non sarà difficile realizzarlo: Romena sarà scortata da tanti sguardi amici, dall’amore di tante persone che alla nostra pieve hanno affidato un pezzo del loro cammino. Persone che vengono da quella città o da quelle vicine, persone di questo Nord che in un momento della loro vita si sono scaldate al nostro piccolo fuoco.

Padova, dunque. Non a caso. Da qui, oltre venti anni fa, quasi per un caso, partì verso la Toscana un primo pullman che, forse cercando altro,  si imbattè in una piccola comunità appena nata. La nostra.
L’innamoramento fu immediato. Anzi divenne contagioso.

Il passaparola da quella città non si è mai fermato. Non abbiamo mai capito il perché: è come se ci fosse un filo che ci unisce e che non sappiamo nè vogliamo dipanare.
Va bene così. Siamo contenti così. Domani ancora di più: perché l’amicizia a distanza ha bisogno di coprire gli spazi di nostalgia con la gioia dell’incontro.
Passeremo un pomeriggio insieme. Ce lo pregustiamo già ora. Come quei momenti così attesi, che cominciano a farci star bene ancora prima di viverli.

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I 25 anni di Romena (10) / Ricominciare da un abbraccio

abbraccioRomena cominciò con un gesto. Un abbraccio, nel buio della crisi di un uomo, l’abbraccio profondo e naturale di un bambino boliviano.
Don Luigi, il nostro Gigi ha sempre detto che era stata quella la scintilla da cui sarebbe nata la Fraternità.  Il gesto inatteso e gratuito di un piccolo, e quella frase appoggiata all’orecchio: “ti voglio bene” avevano potuto più di mille ragionamenti. Perché la vita non la cambiano i nostri progetti, ma gli incontri.

abbraccioLunedì scorso, abbiamo pensato di finire l’incontro-spettacolo “Romena 25” dedicato a un ricordo giocoso e emozionato dei nostri 25 anni, attingendo alla stessa sorgente. Questa volta sono stati i nostri bambini ad abbracciare Gigi nel modo che potete vedere in questo filmato. E’ stato solo un piccolo gesto, un simbolo, un icona: ma l’abbraccio di un bambino è sempre vero, è sempre gratuito, è sempre libero. E’ sempre un bel modo di ricominciare.

“Romena 25”, appuntamento a lunedì!

spettacolo pasqua 125 anni racchiusi in un giorno di festa. Sarà una festa del cuore, quella di lunedì 28 marzo. Sarà la festa di tutti noi, di chi in questi 25 anni ha vissuto anche solo per un breve tratto l’esperienza di Romena contribuendo a quel meraviglioso incrocio di volti, di storie, di bellezza, di umanità, che è il vero tesoro di questo quarto di secolo.

La festa scandirà i ritmi della tradizione, il ritrovo al mattino, una camminata, per chi lo vorrà lungo la via della Resurrezione, poi la messa del Vescovo, il pranzo. Ma attenzione, alle 15 in punto, entreranno in gioco i ricordi e la voglia di giocarci sopra: l’incontro-spettacolo “Romena 25”, in programma alle ore 15 nel nostro nuovo auditorium (quindi nessuna preoccupazione per il tempo, saremo al chiuso!) sarà una festa di Romena, con tanti filmati, con testimoni storici, con  tanti momenti di musica, di gioco e moltissima autoironia garantita dagli sketch della Compagnia delle arti di Romena.
E, alla fine della festa, ci sarà anche l’avvio del percorso speciale di cambiamento che si svilupperà per i prossimi diciotto mesi e che sarà presentato dal nostro don Luigi.

DSC_0352Credo che gli anniversari servano a questo: a creare un buon motivo per ritrovarsi e a creare la spinta giusta per guardare oltre, per aprirsi al futuro.
Questo vorremmo fare il giorno di Pasquetta: una festa semplice di simpatia e di creatività, in cui protagonista sarà la gente che, anche solo transitando di qui per un’ora, ha ‘creato’ questo posto, lo ha reso vivo, palpitante. Fin da ora, pensarci, mi emoziona.

Festa Pasqua

I 25 anni di Romena (9) / La scelta di Giovanni

Giovanni Abignente e l'Abbè Pierre Giovanni Abignente aveva uno sguardo largo e occhi azzurri che portavano lontano. Veniva spontaneo chiamarlo per sciogliere i nodi di un problema personale, non soltanto perché era psicologo, ma perché non inchiodava mai nessuno nei terreni stretti di una soluzione: lui semplicemente apriva domande.
E’ curioso come si incrocino le storie: la sua, quasi per un meccanismo di casualità, da Napoli lo aveva portato in Casentino insieme alla sua famiglia più o meno negli anni in cui nasceva la Fraternità.

Giovanni si era offerto con garbo ma anche con determinazione: conduceva diverse attività durante i corsi e aveva offerto la sua opera di psicologo, a titolo gratuito, per aiutare amici della Fraternità che lo richiedevano. In pochi anni era così diventato una delle figure di riferimento di Romena.
Aveva scritto un libro, un trattato  sulla famiglia alla portata di tutti, “Le radici e le ali”: erano le parole che contavano di più per lui. Le radici, perché era sempre fondamentale conoscerle e abbracciarle, le ali, perché bisognava sempre mettere le persone in condizioni di aprirle…

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I 25 anni di Romena (8) / La freschezza nelle radici

imagesIntorno alla metà degli anni Novanta, una collaboratrice di Romena, Raffaella Pierozzi, si imbarcò nell’avventura di far diventare la nostra Fraternità l’oggetto della sua tesi di laurea in psicologia all’Università La Sapienza di Roma. Con una passione smisurata Raffaella riuscì nell’intento e in quel ponderoso volume, che conservo gelosamente, descrisse una realtà non molto diversa da quella di oggi. Segno che al suo cuore, Romena non è mai cambiata. Una differenza, non di poco conto, che emerge dal suo  studio, è però di carattere anagrafico: allora il 90% dei partecipanti alle attività di Romena aveva meno di trent’anni (il 70% addirittura era sotto i 25), gli over 30 erano appena l’8% e agli ‘anta’ apparteneva solo l’1%.
Oggi l’asticella si è alzata decisamente. E’ un patrimonio della fraternità il passaparola che in maniera naturale ha portato a Romena viandanti di ogni età, e provenienza. Ma di certo, quella freschezza giovanile ci manca…

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I 25 anni di Romena (7) / Giosuè, l’uomo dello stupore

giosue_boesch_590Se guardate le icone di Romena, se vi stupite per il valore che in vari angoli della fraternità viene dato a oggetti della vita contadina, trasformati in opere d’arte, ricordate il nome che sto per dirvi: Giosuè. E’ un nome che ci appartiene con la forza trascinante di quel monaco-artista con la barba bianca e il sorriso radioso che lo portava.
Giosuè è salito verso il cielo quattro anni fa, sazio dei suoi novant’anni. Era ritornato in Svizzera molto tempo prima, intorno al 2000, perché voleva consumare l’ultimo spicchio di vita nella sua terra. Lo ha incontrato solo chi ha vissuto la prima fetta della nostra storia.  Perciò, per aiutarvi a conoscere una figura che ha dato un’impronta indelebile alla spiritualità di Romena, e che Gigi definisce un suo maestro, e non solo per avergli insegnato l’arte delle icone, ho pensato di pubblicare qui sotto l’articolo che gli dedicai dopo la sua morte. Di quel ricordo voglio anticipare almeno una frase che questo monaco, teologo, artista ci dedicò in uno degli ultimi incontri. “Ma chi siamo noi di Romena per te?” Gli chiesi. E lui: “Voi siete i miei figli. Ho già due figli in cielo. Una bambina è morta a tre giorni di vita, un figlio a 40 anni. E la terza non si arrabbierà se vi dico questo. I figli si moltiplicano. È un miracolo di Dio”. Questo era Giosuè…

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I 25 anni di Romena (6) / La semplicità di Wolfgang

wolfgang_fasser_4Se dovessi scrivere un elenco dei motivi per cui considero una
benedizione l’aver vissuto l’esperienza di Romena in questi 25 anni, ai primissimi posti  metterei un nome: Wolfgang. Wolfgang Fasser.

Chi lo conosce credo possa capirmi. Wolfgang è una delle pochissime persone, tra quelle che ho conosciuto, che trasmette un senso di gioia e di riconoscenza per la vita. Basta stargli vicino per sentirsi contagiati da questa semplicità d’animo e da questa capacità di leggere ovunque tracce di bellezza…

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25 anni di Romena (5) / Il cammino di due amici

GigigianniQuesta foto è stata scattata durante una delle nostre feste di Pasquetta una ventina di anni fa. Don Gianni Marrmorini e don Luigi Verdi  avevano appena accompagnato il Vescovo alla sua auto dopo la sua visita annuale.
Mi piace vederli sorridere così spensieratamente. Mi piace vederli insieme, pensando a quanta bellezza, quanto calore hanno saputo offrirci in questi 25 anni.

L’amicizia di Gigi e Gianni risale a molto tempo prima della Fraternità. Mentre Gigi viveva il suo primo incarico di vice-parroco a Pratovecchio, Gianni fu mandato nel vicino paese di Bibbiena. Inevitabile che scattasse subito l’intesa: entrambi erano outsider, voci fuori dal coro, entrambi avevano una voglia matta di far respirare la fede al di fuori di canoni spesso antiquati e stantii…

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25 anni di Romena (4) / Quando Pasquetta divenne la nostra festa

giulianoUn caro amico dei primi tempi di Romena, il vignettista Giuliano, pubblicizzò con questa vignetta una delle prime feste della fraternità, che ritornava ogni anno per Pasquetta.
I primi anni la festa era per noi un piccolo grande evento da vivere con scarsi mezzi ma con enorme fantasia. Permetteva ai primi gruppi di persone che avevano partecipato ai corsi della Fraternità di incontrarsi e familiarizzare. C’era anche una bella partecipazione paesana.

Era una festa popolare partecipata e genuina; si sviluppava tra la pieve e il cortile della vicina fattoria dove organizzavamo spazi per concerti, cabaret, esibizioni on the road e naturalmente stand gastronomici molto ruspanti…

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25 anni di Romena (3) / L’alba della Fraternità

cartoncinoHo ritrovato questo vecchio cartoncino. Risale agli inizi di Romena. Questo era il lato frontale, sul retro c’era la spiegazione.
Nelle intenzioni doveva servire a promuovere le nostre prime  attività. In realtà non aiutava un granchè a capirle.
Non era un caso: con le parole abbiamo sempre fatto fatica a spiegare cosa provavamo a fare. Anche la parola ‘corsi’ era ed è rimasta inadatta, ma non è mai stata sostituita, in mancanza di alternative valide.

Quello che invece è apparso subito chiaro era il bisogno di cui volevamo occuparci. Ed era chiaro perché quel bisogno per primi lo sentivamo noi: il bisogno di uno spazio aperto, uno spazio dove potersi concedere di essere se stessi, uno spazio dove poter portare, senza imbarazzi, le proprie difficoltà, le proprie ferite, uno spazio dove incontrare gli altri e aprire le domande più grandi sulla vita. E questo accadeva in un momento non casuale: tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta la società del mercato e dell’immagine viveva la sua apoteosi, e si era presa tutti gli spazi di superficie, lasciando enormi vuoti in profondità.
A Romena sperimentavamo una gioia incomprensibile per quell’epoca perchè non nasceva dall’aggiungere, ma dal togliere. E ciò per primi sorprendeva noi…

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