Ridere di noi

Ridere. Ridere e basta. Ridere di ciò che sarà grottesco, di ciò che apparirà esagerato, di ciò che sarà, semplicemente, buffo.
Non è facile accettare di farsi prendere in giro. Ma la Compagnia delle arti di Romena può. E non si farà pregare.
Segnatevi questo appuntamento. 17 aprile, giorno di Pasquetta, ore 15, in auditorium. E’ il pomeriggio che da sempre riserviamo alla leggerezza.
Un anno fa, la Compagnia raccontò a suo modo i primi 25 anni di Romena. Quest’anno girerà pagina e si immaginerà il futuro. “Todo cambia, rivoluzione a Romena!” è il titolo dello spettacolo nel quale gli amici della Compagnia ci riveleranno quali saranno le conseguenze di questo anno speciale di Romena. Così conosceremo i nuovi conduttori dei corsi, i nuovi assistenti, i nuovi spazi di Romena. E sarà una parodia divertita e divertente della crescita e del cambiamento. Un modo per dire, affettuosamente a Romena e a chi la guida: cambia pure, ma non esagerare!

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A Napoli, con tanta voglia di sud

Dopo Padova e Loppiano, il vascello di Romena ora punta verso sud. Sabato prossimo, 25 marzo, saremo a Napoli (Auditorium dei Salesiani, via Scarlatti 29, ore 15)  per completare questo breve ma appassionante tour di incontro con i tanti amici di Romena sparsi per l’Italia. Nell’incontro di sabato percorreremo idealmente i passi che ci portano alla sesta tappa della nostra via della resurrezione, quella dedicata alla parola Fedeltà.

Come possiamo essere fedeli alla vita? sarà questa domanda che innescherà il nostro pomeriggio di incontro, di ascolto, di riflessione. E anche questa volta ci accompagneranno testimonianze speciali…

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5 buoni motivi per trovarci, sabato, a Loppiano

loppianoProbabilmente i motivi sono molti di più. Ma per amor di sintesi, ne ho scelti cinque, come le dita di una mano. Una mano che ci dà la spinta e ci invita  a muoverci direzione Loppiano, in Valdarno, per partecipare al grande incontro di sabato della Fraternità di Romena.

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I Centopassi e altre storie

locandina-loppianoAlcuni anni fa ebbi la fortuna e l’onore di avere ospite in un incontro Marco Tullio Giordana. E’ uno dei più grandi registi italiani, ma per me era sopratutto il regista dei “Centopassi” uno dei film sulla storia recente del nostro Paese che più mi hanno toccato. Quel giorno gli potei restituire tutti i ‘grazie’ che da tempo avevo nel cuore. Sabato 25 febbraio (ore 15) la storia dei Centopassi, la storia di Giuseppe Impastato, giornalista coraggioso e controcorrente ucciso dalla mafia, ci passerà vicino, ci racconterà di quanta “Fame e sete di giustizia” ci sia ancora nel nostro Paese.
Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, sarà infatti uno degli ospiti dell’incontro che abbiamo in programma a Loppiano, in Valdarno, presso la Comunità dei focolarini, a una trentina di Km da Firenze.
impastatoGiovanni ha dedicato tanta parte della sua vita, insieme alla mamma Felicia, a chiedere giustizia per quel delitto impunito. E con il suo impegno e la sua testimonianza ha attivato tante energie sane. incontrando ogni giorno quell’Italia che, in silenzio, costruisce percorsi di pace e di legalità. Giovanni aprirà le testimonianze in programma a Loppiano nella giornata dedicata alla quinta tappa della via della resurrezione, il perdono: non ci può essere perdono, infatti, senza rispondere al bisogno di verità e di giustizia.
rondineLa seconda testimonianza che ascolteremo sarà quella di alcuni giovani della Cittadella di pace di Rondine: in quel borgo ristrutturato alle porte di Arezzo, vive un’utopia concreta. Quella di giovani provenienti da Paesi in conflitto  (come Israele e Palestina, per esempio) che vivono insieme, studiano insieme, affrontano nel faccia a faccia di ogni giorno le loro diversità. A Rondine hanno sperimentato che il valore delle relazioni dirette sa sciogliere i veleni dei conflitti e noi cercheremo di capire come ciò avvenga.
1463739-carlo_castagnaIn questo cammino verso il perdono arriverà quindi a un terzo incontro, con Carlo Castagna: Carlo ha visto la sua famiglia sterminata da una coppia di condomini: la famosa strage di Erba di dieci anni fa che a Loppiano avrà il volto di chi l’ha subita perdendo gli affetti più cari. Eppure, da quell’abisso di dolore, Carlo è riuscito a risalire fino al punto di spendere parole e gesti di perdono per chi gli aveva arrecato tutto quel male. Ma come è stato possibile? E’ quello che proveremo umilmente a domandargli.
Tutti questi contributi umani diventeranno un tesoro di cui Shahrzad Houshmand, meravigliosa teologa iraniana, e il nostro don Luigi Verdi ci mostreranno il valore portandoci con le loro riflessioni nel cuore di questa parola.
Domenico Pierini, primo violino dell’orchestra del Maggio fiorentino e Tiziano Mazzoni, cantautore, avranno il compito di far sfociare le emozioni nel ventre della musica.
Il resto saranno sguardi, ascolti abbracci. La bellezza e il calore di un pomeriggio insieme. Vi aspettiamo.

 

 

 

Le foglie sparse dell’Abbé Pierre

01110 anni fa, il 22 gennaio del 2007, ci lasciava l’Abbé Pierre. Era in pace e sazio di giorni (aveva quasi 95 anni), ma continuava ad avere sete di giustizia: fino all’ultimo aveva destinato tutte le sue energie alla battaglia contro le ingiustizie sociali, per sostenere il bisogno di dignità che è comune a ogni essere umano.
Luigi Ciotti, che più gli assomiglia, lo definì “un polmone di Dio”: perché faceva risuonare nei fatti il messaggio del Vangelo, perché era costantemente al fianco dei poveri, ma anche pronto a alzare la voce contro quelli che definiva “i farabutti perbene”.
Era amico di Romena, cui aveva regalato “Foglie sparse”  l’unico libro di poesie scritto nella sua lunga vita. Ed è a partire dal ricordi dei tempi, era il 2003,  in cui pubblicammo quel libro, che vorrei ricordarlo…

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Ciao Niki, non dimenticheremo il tuo dono di allegria

nikiAnche noi volevamo bene a quel sorriso. Anche noi eravamo affezionati a quel viso da bravo ragazzo che trasudava allegria da tutti i pori. Anche noi, oggi, piangiamo la morte di  un amico. Niki Giustini.
Non ci vedevamo da molto tempo, ma la presenza di Niki era legata a anni e ricordi troppo belli per Romena: indelebili anche se lontani.
Niki era stato amico di gioventù del nostro don Luigi, e aveva fatto alcune delle sue prime prove da comico, in particolare da imitatore, proprio in Casentino, durante le manifestazioni che ci eravamo inventati nella primissima fase in cui don Luigi era stato inviato qui, intorno a metà degli anni Ottanta.
All’epoca Niki (che faceva il carabiniere) era ancora indeciso se provare a trasformare la comicità in un mestiere. Poi aveva rotto gli indugi e si era affidato, giustamente, al suo talento.

Con la nascita della Fraternità di Romena, nel 1991, Niki era diventato l’ospite fisso delle nostre feste di Pasqua. Era lui che le concludeva regalando a piene mani gag e sorrisi a un pubblico che mescolava la curiosità di conoscerci con il desiderio di assistere ai suoi spettacoli.
Andando avanti con gli anni, Niki avevo poi proseguito la sua bella carriera di comico (era nella squadra di Aria fresca con Carlo Conti) di caratterista, di attore, diviso tra le piazze, il cinema, il cabaret, la radio, la tv. Era bravo, ed era sempre molto fresco e gioioso perché faceva un mestiere che amava.

Inutile dire che, anche a distanza, facevamo sempre il tifo per lui. Quel tifo è aumentato un mese fa, quando abbiamo saputo che aveva ingaggiato una lotta durissima per la vita, in ospedale. Nè si è spento oggi, quando abbiamo saputo che Niki non ce l’aveva fatta.
Anzi, ora più che mai sentiamo addosso le freschezza delle sue battute. E non possiamo toglierci di dosso quel clima frizzante, divertito, che si respirava alla fine di quelle feste di Pasqua. A Niki spettava il compito di dare il sapore finale a quelle giornate. La sua comicità toscana contagiava tutti. Era bello sentirsi quel buonumore addosso, tornando a casa. E siccome penso che questa sensazione l’abbiano provata in molto nelle mille piazze in cui Niki si è esibito, credo che lui abbia fatto molto del bene.
Respirare ancora,  nel ricordo, il polline di quel buonumore,  è un modo per dirgli grazie. Di cuore.

 

 

 

Storie di Natale

1-con-cuore-leggeroWilly che balla la vita nonostante non possa muovere mani e piedi. Emma che si affida al vento dei suoi passi per esplorare il mondo a novant’anni.
Ci sono poi le storie della Bibbia, che spesso ci scorrono lontane, come se non ci riguardassero: e invece persone come padre Ermes Ronchi e Marina Marcolini, e anche come il nostro don Luigi ce le fanno camminare a fianco, mostrandoci quali intersezioni profonde abbiano con la nostra vita.

Non sono storie di Natale, sono storie di tutti i giorni, storie custodite con cura nelle pieghe della vita, e che forse, però, in questo periodo bisognoso di quiete, abbiamo il tempo di ascoltare, per coglierne il significato, per dare ancora più valore a questo periodo di passaggio.
Queste storie le abbiamo ascoltate a Padova, durante l’ultimo grande momento corale di quest’anno, dedicato alla parola leggerezza. E anche noi stessi, che pure eravamo lì, abbiamo bisogno di risentirle con cura, per coltivarne il valore e la bellezza.
Ve le affidiamo, come un piccolo dono di Natale, perchè Natale è anche questo: è ascoltare la voce pura della vita, per scoprire di poter rinascere, continuamente… Continua a leggere

“I tre tenori” di Romena

leggerezza-pd_277-minE’ il momento più atteso: ecco a voi i tre tenori“. Luca Mauceri ha scherzato così sul palco dell’auditorium di Sarmeola a Padova per salutare l’esibizione con cui si è conclusa la nostra giornata sulla leggerezza, una giornata che lentamente stiamo riassaporando.  E nel riassaporarla non possiamo che rigirare in bocca il nocciolo d’oliva della musica che l’ha accompagnata. Saba De Rossi, splendida vocalist, l’ha arricchita con la purezza scintillante del suo canto, Davide Antonio Pio, con le sue estensioni vocali da brivido (di entrambi potete avere un saggio qui sotto).
A formare l’inedito trio si è poi aggiunto Luca Mauceri che, svestiti i panni da attore e musicista, ha indossato, senza scomporsi, quelli da interprete.
I tre non si conoscevano, e non hanno avuto neanche il tempo di provare nemmeno una volta insieme.  Ma quando si ha ha una disponibilità umana pari al talento artistico (è il loro caso), incontrarsi è un gioco.
E così sono nati i nostri “tre tenori”, così ci siamo tutti emozionati cantando in coro “Let it be”. E ora, se volete, potrete farlo anche voi…
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Luca Mauceri e la leggerezza dell’arte

mauceriUn gruppo di uomini è alle prese con un pesantissimo tronco da spostare nel bosco. Ogni sforzo sembra inutile. Ma interviene un artista che si mette a sedere sul tronco e inizia a cantare. Accompagnati dall’armonia di quelle note, gli uomini riescono ora a trasportare il tronco. E anche l’artista che ci è seduto sopra.
Questa storiella dello scrittore russo Nikolaj Leskov mi sembra perfetta per dirci come l’arte e gli artisti possano aiutarci ad alleggerire i pesi del mondo. L’ho raccontata durante l’incontro di Romena a Padova, prima di annunciare l’intervento di Luca Mauceri.

leggerezza-pd_120A Luca ho chiesto non di rappresentare la leggerezza, tema dell’incontro, ma di farcela vivere. E lui, con la disarmante semplicità e pulizia della sua arte, si è seduto sui tronchi di ciascuno di noi. Ci ha regalato le sue letture, i suoi monologhi, le sue musiche.
Quella mezz’ora è filata via come un sospiro, come un refolo di vento, come una carezza. Quello spazio d’arte è da oggi disponibile per tutti, nel video che trovate qui sotto. Buona visione!

 


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La prima favola di Romena

una-favola-legata-al-dito-front-okUna favola. Pubblicata da noi di Romena. E’ una prima volta, e come tutte le prime volte, ci emoziona. E non poco. Sabato scorso l’autrice, Samuela Brunamonti, l’ha presentata per la prima volta davanti a un foltissimo pubblico, nella sua Follonica. Ora possiamo dire davvero che la sua, la nostra favola legata al dito ha cominciato il suo viaggio.

Non posso anticiparvi molto sulla storia, posso però dirvi che ha ragione Paola Zannoner, amatissima scrittrice per ragazzi, quando scrive che, chi leggerà questo racconto, dedicato ai bambini di tutte le età, “rimarrà  affascinato e sorpreso dalla bellezza della narrazione, dalla sua leggerezza, gioia, simbolicità”. E’ una bella, poetica storia, che respira l’aria di Romena, come provo a spiegare in questa lettera aperta, che ho dedicato alla sua autrice, ringraziandola a nome di tutti noi per questo dono di poesia e di leggerezza…

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