Così come sei

romena-giornalino-2016-02-001In questi giorni sta arrivando in tante case il numero 2 del nostro Giornalino. Come sapete da luglio, la rivista di Romena resta disponibile per tutti nella versione online mentre viene spedita a casa nella versione cartacea a chi si iscrive utilizzando varie modalità (in questa pagina trovate tutte le indicazioni) e ci fa avere una piccola offerta per coprire le spese di stampa e spedizione.
Nel secondo numero di questa nuova versione (il giornalino esiste da venti anni) il tema scelto è Così come sei.

Qui sotto trovate l’articolo di Prima pagina con cui provo a presentare questo tema. Ma nel giornalino troverete tante altre cose: una lunga intervista al nostro Pier Luigi Ricci, gli editoriali di don Luigi Verdi, Marina Marcolini e Maria Teresa Abignente, il racconto degli incontri con Simone Cristicchi, Simona Atzori e Chiara Scardicchio, un contributo di Pupi Avati e tanto altro ancora.
Il giornalino prova a distillare i frutti più preziosi della nostra attività ed esce al ritmo delle stagioni per accompagnare il cammino di ognuno di noi. Vi invito ad avvicinarvi e a sostenerlo come avete sempre fatto.

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Padova, arriviamo!

foto-padovaDomani, sabato 26, è in programma a Padova il primo dei tre incontri previsti fuori Romena nel corso di questo anno speciale, per i 25 anni della Fraternità. Su www.romena.it trovate tutte le informazioni sull’incontro (inizio ore 15) e gli ospiti. Dedico qui un piccolo spazio allo stato d’animo con cui ci avviciniamo a questa giornata…

 

Padova, arriviamo!
Ci stiamo preparando, con quel senso di gioia mista a inquietudine che ti precede tutte le volte che sperimenti qualcosa di nuovo. Domani Romena per un giorno si sposterà nel Nord est. Non un trasferimento fisico, ma un piccolo, momentaneo travaso di anima. Non sarà difficile realizzarlo: Romena sarà scortata da tanti sguardi amici, dall’amore di tante persone che alla nostra pieve hanno affidato un pezzo del loro cammino. Persone che vengono da quella città o da quelle vicine, persone di questo Nord che in un momento della loro vita si sono scaldate al nostro piccolo fuoco.

Padova, dunque. Non a caso. Da qui, oltre venti anni fa, quasi per un caso, partì verso la Toscana un primo pullman che, forse cercando altro,  si imbattè in una piccola comunità appena nata. La nostra.
L’innamoramento fu immediato. Anzi divenne contagioso.

Il passaparola da quella città non si è mai fermato. Non abbiamo mai capito il perché: è come se ci fosse un filo che ci unisce e che non sappiamo nè vogliamo dipanare.
Va bene così. Siamo contenti così. Domani ancora di più: perché l’amicizia a distanza ha bisogno di coprire gli spazi di nostalgia con la gioia dell’incontro.
Passeremo un pomeriggio insieme. Ce lo pregustiamo già ora. Come quei momenti così attesi, che cominciano a farci star bene ancora prima di viverli.

Arturo Paoli, il profeta della leggerezza

Arturo_Paoli_11L’ultima volta che lo vidi fu un mese prima del suo ultimo respiro, poco più di un anno fa. Le sue parole si erano fatte rade. Parlava per lui il sorriso lieve, e quello sguardo proteso sull’orizzonte, a saggiare l’infinito. Dissi qualcosa io, allora, ma solo per disegnare con le parole la traiettoria di un immenso grazie.
Arturo Paoli ci ha lasciato una enorme eredità. Di idee, di stile, di pensiero. Di amore.
Le parole sulla leggerezza lui ce le aveva dettate una sera di luglio di dieci anni fa. Parole dettate al vento di una sera d’estate, nel prato di Romena. Indimenticabili.
Altri pe71-6_leggerezzansieri sul vivere senza portare fardelli, poi, Arturo me li aveva consegnati a mano, durante una settimana vissuta insieme, a Spello.
Ce n’era abbastanza per un libro, che in effetti pubblicammo, con il titolo “La forza della leggerezza”. Oggi quel libro si gonfia di un vento nuovo. Il tempo non lo ha consumato: le parole di Arturo continuano ad arrivarci dal futuro. E la leggerezza di vivere, che oggi lui sperimenta
nell’assoluto, resta l’essenza più profonda della sua eredità.
Per comprendere la sostanza della sua leggerezza vi propongo alcuni passaggi iniziali della mia intervista. Poche battute. Già sufficienti a definire il suo stile…

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Libera, libera, liberi tutti

liberta-convegno-a-romenaLibertà. Questo tema non si può chiudere, ma solo aprire.  E allora per prendere congedo da questa terza tappa del nostro cammino, e avviarci verso la quarta (la leggerezza), vogliamo scegliere parole che non evochino una fine ma un inizio. Parole così larghe che tutto il mondo, e anche di più possa starci comodamente dentro. Parole scelte da chi pesca nel pozzo senza fondo dell’immaginazione.
E allora ecco una filastrocca di Bruno Tognolini, grande scrittore per l’infanzia.
Ed ecco una fiaba della nostra amica Chiara Bini, giornalista e scrittrice, che sta raccontando le otto parole della via della resurrezione attraverso racconti pensati per i bambini, ma che i grandi devono saper leggere con cura…
Ed è così che salutiamo la nostra icona della libertà, nella speranza che il vento di questa parola continui a far sì che quella gabbia resti com’è: completamente vuota…

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Un saltimbanco tra le nuvole

seb-coloratoStamani Sebastian entrerà ancora una volta nella pieve. Lo aspetteranno i suoi tanti amici per stare ancora un po’ con lui, prima di salutarlo.
Sebastian Perret ha dedicato tempo e cuore a Romena in questi ultimi anni: aveva scoperto la nostra realtà grazie all’invito di un amico, fra Giorgio. Aveva deciso di rimanere. Gli sembrava che il Casentino fosse il posto giusto dove ambientare la sua vita e Romena lo spazio adatto cui offrirsi per collaborare, per fare esperienze, per crescere.
E’ durato tutto troppo poco. Oggi molti ci saranno, ma molti  non riusciranno ad andare a Romena. Per questo possiamo stare tutti  vicini solo unendo a distanza i nostri cuori. Maria Teresa Abignente ha scritto un pensiero profondo e delicato. Il giusto tessuto per tenerci tutti stretti. Nel ricordo di Sebastian.

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La postura del cipresso, segno di libertà

p_20160915_091537_dfE’ il cipresso la terza pianta che ci accompagna nel cammino della via della Resurrezione.
Per Irene Picchioni, che l’ha scelta come simbolo di libertà, e che ne ha collocato alcune piantine lungo l’itinerario che si sviluppa nella campagna intorno a Romena, il profumo di cipresso ci invita a tenere una postura eretta, nobile, fiera: la postura di chi si sente libero.
Ma leggiamo meglio le parole di Irene, che ci guida nell’incontro con il cipresso, le sue qualità, e ci spiega come mai questa pianta suscita in noi una spinta a stare ritti in piedi, fieri. E liberi.

 

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“La libertà” e le parole aperte e sapienti di Roberto Mancini

DSC_0551“Roberto, la prossima settimana veniamo da te. Ci devi parlare della libertà”. Era un annuncio, non una semplice richiesta. Conosciamo bene la generosità di Roberto Mancini: generosità nell’offrire il frutto maturo dei suoi studi, delle sue intuizioni, della sua umanità. Ne abbiamo approfittato. Per un pomeriggio il filosofo marchigiano è stato nostro “prigioniero” (altro che libertà!) nello studio fasciato di libri della sua casa di Civitanova. Lo abbiamo rilasciato solo dopo averlo depredato di una quantità di idee, spunti, suggestioni, di cui il libro ancora non scritto sembrava già traboccare. E infatti Maria Teresa Abignente, che doveva curare la pubblicazione, sulla strada di ritorno mi ha rivolto subito la domanda che attendevo: come si fa a ritrasferire tutta questa bellezza?
Posso dire, senza oggettività, che c’è riuscita molto bene. Il suo colloquio con Roberto sulla Libertà, che si inserisce come terzo libro, dopo Umiltà e Fiducia, nella collana sulla via della Resurrezione, zampilla di tutta quella vivacità profonda, di tutto quel vento buono che io ho sentito quel pomeriggio, mentre tenevo ‘ostaggio’ con un microfono l’amico Roberto. Di tutto quel percorso, mi piace anticiparvi qualche piccolo assaggio. Sono passaggi estrapolati qua e là, non rendono il valore del tutto, ma sono sicuro che lo possono almeno lasciar intravedere…

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Libertà, ecco il programma e gli ospiti del convegno di settembre

LOCANDINA-LibertàManca poco più di un mese al nostro convegno di settembre. Ma già sentiamo nell’aria un’attesa palpitante.
“Libertà”: sarà questa la parola al centro dell’incontro. Una parola che consegneremo idealmente a otto testimoni davvero preziosi, sia perché la libertà l’hanno utilizzata per allargare gli spazi del nostro pensiero, delle nostre emozioni o della nostra immaginazione, sia perché, in modi diversi, ne hanno sperimentato la privazione.
Arriveranno così a Romena teologi dallo sguardo e dal pensiero aperto come Matthew Fox e Vito Mancuso, artisti sensibili, profondi e di grande impegno civile e sociale come Simone Cristicchi, scrittori profondamente calati nella nostra storia e nel nostro tempo come Maurizio Maggiani e Eraldo Affinati.
E ancora ci saranno tre donne che hanno vissuto esperienze speciali, faccia a faccia con il bisogno di libertà: la suora ugandese Rosemary Nyirumbe, da sempre vicina alle donne oggetto di violenza, l’educatrice Barbara Magalotti, che da quindici anni segue i bambini che vivono nel carcere di La Paz,  la psicopedagosta Chiara Scardicchio, che ci racconterà come si possa conquistare spazi di libertà reinterpretando e reinventando il nostro modo di vivere. E tutto quest’insieme di incontri  sarà aperto dalla più leggera e ariosa delle forme d’arte, la danza, grazie alla presenza del coreografo e ballerino Enzo Celli. Tutto questo nel volgere di un fine settimana, da venerdì 16 a domenica 18 settembre. Ecco, di seguito, il programma e le biografie dei nostri ospiti…

 

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Ciao Tobi, amico accogliente di tutti i viandanti di Romena

image-10-08-16-01-08Era il cane di Romena. E il tempo al passato fa capire che lo è ancora, ma in un modo diverso. Tobi si è congedato in silenzio, lasciando una scia sottile di malinconia, e un profumo irresistibile di gioia e di amicizia. Tobi era il cane di Raffaele Quadri, grande collaboratore di Romena, ma Romena era la sua casa. Anche per questo il suo ricordo diventa pubblico, anche per questo il racconto del saluto che gli abbiamo riservato martedì, riguarda tante persone: tutte quelle, e sono tante, che se lo sono viste passare accanto, per far scorta di un saluto e di una carezza. Perché Tobi richiamava, senza mai invadere, l’attenzione di tutti, e a tutti restituiva il calore della sua silenziosa ma calda amicizia…

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Fiducia, quello spazio di irragionevolezza che orienta la vita

Studenti_Romena_004E’ il momento di salutare la seconda tappa della via della resurrezione e di procedere oltre. E’ iniziato agosto, siamo entrati nel primo dei due mesi che dedicheremo alla terza parola, “Libertà”.
Le parole di congedo, che non chiudono, ma in realtà aprono ancora di più questa parola, fiducia, chiedendoci di offrirci al suo inafferrabile vento, ci arrivano dal nostro don Luigi Verdi. Sono un piccolo estratto di pensieri sulla fiducia che ha condiviso con noi durante una preghiera del mattino a Romena, in occasione del recente convegno sulla fiducia…

 

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